domenica 9 ottobre 2016

Il profumo del mosto selvatico

 Il profumo del mosto selvatico

Per scrivere questo post ho trovato ispirazione in un capolavoro del cinema di  Hollywood anni '90, dove il tema centrale è la "comunità agricola e i suoi valori ancestrali": mi riferisco al film "il  Profumo del mosto selvatico", con protagonisti il giovanissimo l'attore Keanu Reaves nei panni Paul Sutton, un rappresentante di cioccolatini in crisi, e il mitico Antony Quinn nei panni del patriarca della comunità agricola messicana nella Napa Valley.
 Paul conosce una giovane di origine messicana, Victoria Aragon, figlia di un ricco viticoltore della Napa Valley, che possiede il vigneto modello "Las Nubes" (Le Nuvole).
La giovane aspetta un figlio illeggittimo e teme la reazione del padre, Alberto. Dopo una serie di contrattempi entrambi decidono di fingersi una coppia, con l'accordo che il ruolo dovrà durare solo per breve tempo.
Coinvolto nel  rito della vendemmia e dalla calda atmosfera ancestrale, Paul trova nella famiglia messicana della giovane un rifugio dal passato doloroso: a quel punto Victoria è costretta a confessare la verità su di loro al padre interpretato dal nostro simpatico Gianni Giannini; la cosa non viene accettata bene dal genero di Paul,che in preda alla delusione si ubriaca e appicca accidentalmente il fuoco al vigneto con danni irreparabili.
La pianta madre del vigneto sopravvive miracolosamente e Paul suggerisce che proprio quella pianta farà rivivere le terre. Alberto fa pace con la figlia e Paul può sposarla accettando di essere un buon padre per il nascituro.
Il  ritornare alla terra è un tema attualissimo e ben trattato dal compianto enologo e scrittore Luigi Veronelli nei suoi scritti, conservati dalla Fondazione che prende il suo nome e che porta avanti la sua eredità.
L 'agricoltura è l’unico settore in crescita, solo l’agriturismo enogastronomico porta in Italia 4,5 milioni di turisti all’anno e per salvarci dalla crisi  il ritorno a madre terra è l'unica soluzione a mio avviso, con benefici per le comunità locali.
Un numero sempre piu’ elevato di giovani decide di di scommettere sull’agricoltura, il tasso di crescita più elevato di tutti i settori, neppure la new economy ha questi risultati.
Secondo un’indagine Coldiretti, nel 2014 ben il 46 per cento dei giovani andrebbe a lavorare in campagna se avesse a disposizione un terreno: grazie soprattutto alla spinta venuta dalla Legge di Orientamento (la legge 228/2001), fortemente sostenuta da Coldiretti,  la strada è ora  aperta e i nuovi pioneri possono intraprendere un viaggio ricco di prospettive.
 La crescita del numero di contadini innovativi è il frutto del desiderio di vivere all'aria aperta e condividere i valori della comunità: l'agricoltura non è più vista come cenerentola, un lavoro duro per perdenti.
La riscoperta dei valori ancestrali dei nostri antenati, basati sulla condivisione e il ritmo delle stagioni sono catalizzatori di nuove e fresche energie che darà impulso al rinnovamento del nostro paese.
Il tecnologico Giappone ha preso questa strada da diverso tempo e può fare affidamento alla forza delle innovazione,perchè la crisi globale non ha fatto sconti neppure al Sol Levante.

I numeri del vino parlano chiari:

I dati della Coldiretti dicono che il +35% nel 2015 sono giovani agricoltori, il 30% di questi giovani ha un diploma di laurea e il 70% un diploma di scuola superiore.Il risultato è  le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento della media e il 50 per cento di occupati per azienda in più.
Tra le new entry giovanili nelle campagne, ben la metà è laureata, il 57 per cento ha fatto innovazione, ma soprattutto il 74 per cento è orgoglioso del lavoro fatto e il 78 per cento è piu’ contento di prima.

Federdoc ha pubblicato le produzioni DOC 2015 per ogni regione e quimi limito a fare una breve sintesi intendendo con questo il valore del vino prodotto ai prezzi medi della borsa merci:

-vini DOC dell’Emilia Romagna prodotto di 139 milioni

-vini DOC in Abruzzo  un prodotto di 1.1 milioni di ettolitri prodotti

-vini DOC in Lombardia  un valore di  95 milioni di euro

-vini DOC in Piemonte e Veneto siamo a  1.6 milioni di ettolitri

-vini DOC in Toscana,  prodotto per 1.1 milioni di ettolitri

Gli esempi dimostrano che una  nuova generazione di  imprenditori agricoli saranno protagonisti del Made in Italy , ma il governo e le istituzioni dovranno impegnarsi maggiormente e magarsi rivedersi "A Walk in the Clouds" per convincersi ad aiutare giovani e donne a salvare il Bel Paese.